Il cinema e il Gavi … in orizzontale e in verticale!
Scritto da Cristina Fracchia in Cultura del vino il 18 maggio 2012
di Cristina Fracchia
Sabato scorso, un caldo tropicale. Mi metto alla guida e in un’ora e mezza di macchina giungo a destinazione: mi trovo a Gavi, provincia di Alessandria. Sono arrivata qui attraverso i percorsi dei Social Network, perché è stato attraverso Twitter che ho saputo di questa degustazione aperta alla stampa e ai blogger ed essendo io un’ibrida (sì, le definizioni mi spaventano un po’, così cerco di essere tutto ma anche il suo contrario) ho tutte le carte in regola per partecipare. L’evento è organizzato da Golden Gavi, un’associazione nata solo da un anno e mezzo e che raccoglie nove aziende produttrici della zona, unite dal rispetto per l’ambiente e dalla filosofia della coltivazione e produzione sostenibile.
So già che troverò degli amici e dei conoscenti, ma non mi preoccuperei neppure se fossi certa di non trovare alcuna persona a me nota: il vino avvicina e completa nella realtà ciò che i SN promettono. Così, seguendo gli itinerari del mio navigatore, giungo al confine con la Liguria in questa parte di Piemonte a me pressoché sconosciuta. Il ritrovo è alle 16 accanto al Santuario del monastero francescano e io sono già in ritardo, come al solito. Fortunatamente però la degustazione inizia solo alle 16,30 e così ho il tempo di raggiungere direttamente il Forte, sede della presentazione di questo pomeriggio e posto su di una rocca che sovrasta la cittadina piemontese. Non posso sottrarmi al desiderio femminile di un paio di tacchi color ciclamino, certamente non l’ideale per inerpicarsi sui percorsi scivolosi dei ciottoli medievali, ma la mia ostinazione vince tutto e riuscirò a muovermi pomeriggio e serata con sufficiente disinvoltura e soprattutto senza slogature di caviglie.
La sala ora è piena, saremo circa un centinaio, finalmente si comincia. Il filo conduttore quest’anno è il cinema, tant’è che gli ospiti dell’evento sono l’attore Riccardo Rossi e il critico Steve Della Casa, e il sottotitolo dell’evento è “Gavi docg 2011, un vino da cinema”. Il giornalista de La Stampa Sergio Miravalle, microfono alla mano, presenta e coordina i vari interventi, primo fra tutti quello dell’agronomo Davide Ferrarese, riferimento dei soci di Golden Gavi. Si inizia subito con la degustazione orizzontale e nei bicchieri ci vengono serviti i nove Gavi docg 2011 delle aziende aderenti al circuito: Tenuta San Pietro, La Chiara, La Mesma, Marchese Luca Spinola, Binè, Il Poggio, Fontanassa, Giustiniana Antica Tenuta e Castellari Bergaglio. Si tratta di aziende piccolo-medie che producono tra le 25 e le 250.000 bottiglie. Davide introduce l’annata 2011, che è stata caratterizzata da sbalzi termici improvvisi
(30° a inizio aprile e poi un giugno decisamente molto fresco) e da un’estate vera iniziata solo ad agosto con temperature molto alte che si son protratte fino quasi ad ottobre; infatti il cortese, che è il vitigno in purezza da cui ha origine il Gavi docg, l’anno passato è stato vendemmiato nella prima decade del mese di Settembre. Mentre noi assaggiamo, sullo schermo scorrono le immagini dell’istituto Luce e delle réclame relative al mondo dell’enologia piemontese. Sì, perché il Piemonte in campo eno-cinematografico è rimasto agli anni ’60 (col “Segreto di Santa Vittoria”) e ancora si sta aspettando che qualche bravo regista possa prenderlo come set per ambientarvi un bel racconto stile Un’ottima annata o Sideways. Io passo il naso nei bicchieri, alcuni sono un po’ ingessati, altri mi intrigano di più, come La Giustiniana e il Marchese Luca Spinola, con belle rispondenze anche in bocca. Certo sono ancora molto giovani e si esprimeranno meglio tra qualche tempo.
Per capire meglio il potenziale di questi vini si passa alla degustazione verticale: 9 vini, uno per produttore, che partono dal 2010 per arrivare al 2000. Mi colpisce il Gavi docg 2010 Il Mandorlo dell’azienda biodinamica Tenuta San Pietro: profuma intensamente di agrumi, tra cui il pompelmo, oltre che di fiori d’acacia e ha un’ottima persistenza in bocca. Il Gavi docg 2006 Groppella dell’azienda La Chiara è poi interessantissimo, a partire dal colore, giallo dorato brillante, ai profumi intensi di agrumi, acacia, miele e albicocca sciroppata e il bello è che questa ricchezza non delude il palato. Vero dunque che il Gavi docg può durare a lungo, anzi, dà certamente il meglio di sé qualche anno dopo la vendemmia. Mentre noi assaggiamo, Miravalle chiacchiera con Della Casa e Rossi, compiendo una cavalcata nei ricordi cinematografici relativi alle annate degustate.
Davvero un piacevolissimo pomeriggio, a cui segue un’altrettanto bella serata presso il refettorio del monastero francescano in cui è allestita la cena. Passeggiando nel chiostro, tra un piatto e l’altro, faccio la conoscenza di Padre Piero, uno dei pochi monaci rimasti che, insieme ai confratelli, produce un amaro con le erbe coltivate nell’orto. È sempre davvero rigenerante per lo spirito trovare la semplicità e la gioia di vivere negli occhi dei francescani e sono ben lieta di promettergli qualche scatto fatto al chiostro. La cena è egregiamente cucinata dallo chef stellato Fabrizio Rebollini del ristorante Belvedere di Cantalupo Ligure (AL). Il menù comprende latte brusco e panissa di ceci fritta con testa in cassetta di Gavi, zuppa di legumi con pancetta fresca di maiale grigliata e crostini alla pancetta affumicata, ravioli profumati al Gavi, acciughe ripiene di patate e pesto con pomodori confit e fonduta di formaggio mollana della Val Borbera e infine la crema bruciata al Gavi con ragoût di lamponi.
Un particolare simpatico è la presentazione informale di “Stanlio”, l’olio extravergine di oliva prodotto dal giornalista Miravalle nella zona d’Imperia…non c’è dubbio, un nome cinematografico pure quello!
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