Into the Barbera temple

Cristina Fracchia

After a year break (not really a sabbatical, as I had a child who just turned 12 months a few weeks ago), I have timidly returned to visit the places I prefer … the cellars! The choice fell on a famous Piedmontese company, which I never had a chance to see before.

Malicious people say that the Langhe folks are Alba-centric and that they generally don't move from their land (we are “bugia-nen”, we would say in dialect), but I prefer to say that we have so many wineries that we have only an embarrassment of riches and that is why we often don't go beyond our territory. On this occasion, however, I moved to Monferrato to visit the Braida cellars at Rocchetta Tanaro. To define historical this vinery is perhaps a bit excessive, as it was established not so long ago, in the 1960s, by the figure of founder Giacomo Bologna. Yet, Braida did the history of Barbera d'Asti because it was the first company to believe firmly in the potential of this vine and explore its various vinification in times when the Barbera was sold cheaply and frequently used to cut other products.

Bologna's intuition was to understand that Barbera could become an important wine and thus he sold its La Monella 1962 at a price almost double compared to previous years, precisely because in his opinion it had reached the quality he had long aspired for. His curiosity then prompted him to take the second step, which was to wander around the great French and American wineries and to relate himself to the oenologists of those countries, until he realized that the new way was through a tool that had never been used before in Italy: the barrique. At that point, he recruted the barrel maker of Castell'Alfero and together they explored the possibilities offered by this novel tool, until in 1984 the Bricco dell'Uccellone was born, the first Italian wine aged in barriques.

Several years have gone since those times, Giacomo has passed away more than twenty-five years ago, but the company continues growing firmly in the hands of his son and daughter, Beppe and Raffaella, and now consists of 37 hectares cultivated with barbera, grignolino, merlot, chardonnay, moscato, nascetta and riesling.

Entering their cellar gave me the feeling of going into the barbera temple, and the tasting that followed the visit took place in a building where, to enter, one had to go through a tiny door (oriental and ancient, really beautiful) and this reminded me of what I had studied at school about Gabriele D'Annunzio's library at his Vittoriale home, where the very low architrave at the doorway forces a gesture of humility and reverence for knowledge. In the case of Bologna, of course, this veneration goes to wine and its culture.

The choice of products to taste fell on a white and three reds. A delightful surprise was Il Fiore 2016, a Langhe Bianco doc wine of a singular elegance obtained from chardonnay and nascetta. The Montebruna 2015, Barbera d'Asti docg, was still not very expressive, as it had been bottled recently; incredibly balanced and drinkable I found the Bricco dell'Uccellone 2014, Barbera d'Asti docg, a wine that really does not tire the palate, one can drink several glasses without realizing it. The tasting was completed with the Bricco della Bigotta 2008, Barbera d'Asti docg that, despite its age, presented a great freshness and hints of fruit clearly distinguishable: in short, a longevity still to be enjoyed.

For these pearls and for those that I have not had the chance to taste, for the seriousness and the company's history, but especially for the emotions that brings about, Braida deserves a visit, at least once in a lifetime!

 

Scarica PDF Scarica PDF

Nessun commento

Nel tempio della Barbera d’Asti: l’azienda Braida

di Cristina Fracchia Dopo un anno di pausa non proprio sabbatica (ho avuto un bimbo che ha giusto compiuto 12 mesi poche settimane fa) , sono timidamente tornata a visitare i luoghi che preferisco… le cantine! La scelta è caduta su una famosa azienda piemontese, che non avevo mai avuto occasione di vedere. I maligni [...]

Nessun commento

Rete, paesaggi ed enogastronomia: quali opportunità sprechiamo

di Cristina Fracchia Nonostante le mie dimensioni continuino ad aumentare vertiginosamente (per fortuna sono quasi alla fine della gravidanza!), negli ultimi mesi ho dovuto/voluto scollinare in giro per mezzo Piemonte a seguire una serie di corsi di aggiornamento per la formazione continua dell’Ordine dei giornalisti e raggiungere gli ambìti 60 crediti per assolvere agli obblighi [...]

Nessun commento

Suggerimenti spumeggianti piemontesi (o giù di lì) per le feste in arrivo

Natale è alle porte, come pure le feste di Capodanno. Nonostante io abbia più di un motivo per festeggiare, lo farò ovviamente in modo alcolicamente sobrio; ciò non toglie però che qualche bottiglia di spumante verrà comunque stappata a casa mia. Confesso comunque che fino all’anno scorso non ho mai amato alcun vino spumante secco; [...]

, , ,

Nessun commento

Assente giustificata

di Cristina Fracchia   Da qualche mese mi ritrovo ad essere latitante soprattutto agli eventi. Confesso di avere declinato con rammarico tantissimi inviti a degustazioni, eventi, serate eppure non è stato per snobbare alcuno. E neppure sono improvvisamente diventata astemia, cosa che ha spaventato qualche cara amica nonché compagna di bicchierate. Il motivo è assai [...]

,

Nessun commento

Gli Oscar della serata “Tutto Riesling” al Très

  Sull’onda di questa certezza, qualche giorno fa ho partecipato ad una social cena presso il ristorante Très a Trezzo Tinella (Cn), recentemente rilevato da una brava foodblogger, Margherita di acasamiablog, e da suo marito. Qui i titolari hanno organizzato una cena con cinque piatti ad accompagnare cinque Riesling scelti dal sommelier Stefano Molino e [...]

, , ,

Nessun commento

CONTRO NATURA: la verità che fa discutere

di Gianluca D'Amelio   Dopo aver letto Pane e bugie (chiarelettere, 2010) e le bugie nel carrello (chiarelettere, 2013), da qualche giorno ho acquistato e cominciato a leggere l’ultimo lavoro di Dario Bressanini, Contro natura (Rizzoli, 2015), scritto in collaborazione con Beatrice Mautino, una giornalista biotecnologa e comunicatrice scientifica. Bressanini è uno scienziato prestato alla [...]

, , ,

Nessun commento

Alla ricerca della linea perduta

di Gianluca D'Amelio   “Prova costume? Non è più un problema con Normaline …”. Questa mattina in un’ora di automobile, ho ascoltato questa pubblicità almeno 5 o 6 volte, e ogni volta che veniva trasmessa il mio sguardo cadeva sopra la cinta, sconfortato dalla presa d’atto che probabilmente non sono le mie camicie ad essersi [...]

, , ,

Nessun commento

Josetta Saffirio, a wine producer suspended between sustainability and magic

by Cristina Fracchia The first time the sat-nav directed me to the Josetta Saffirio winery, making me drive on improbable roads, I had the feeling that I had entered a magic land, despite only being a few miles from where I live.  I thought it was perfect when I discovered that the iconic image of [...]

Nessun commento

Josetta Saffirio, un’azienda vinicola sospesa tra sostenibilità e magia

Fin dalla prima volta in cui il navigatore mi ha portata all’azienda Josetta Saffirio, facendomi percorrere strade improbabili, ho avuto la sensazione di essere capitata in un territorio magico, nonostante si trovi a pochi chilometri da dove vivo. Quando poi ho realizzato che l’immagine simbolo della cantina è uno gnomo, ho pensato che fosse davvero [...]

, , ,

Nessun commento