Non è un paese per famiglie. Forse.

di Cristina Fracchia



Da qualche tempo la mia presenza sui social si è ridimensionata, visto che due anni fa sono diventata mamma di Davide, un bimbo esuberante e davvero instancabile che giustamente non approva alcuna riduzione di tempo ai suoi giochi quando mi vede stare su fb e compagnia bella. 

Tutto ciò non ha comunque inficiato minimamente il mio amore per il vino, il cibo e le conseguenti degustazioni, anche se le ha un po’ diminuite. Il fatto è  che ho dovuto confrontarmi con la totale mancanza di servizi per i bimbi nei vari locali in giro per la mia zona. Sembrerà banale ma quando si va in giro coi bambini sono necessarie alcune elementari certezze, come quella di poter cambiare il pannolino, tuttavia rarissimamente mi è accaduto di poterlo fare su di un fasciatoio messo a disposizione dal ristorante o dal winebar dove ho consumato la cena o l’aperitivo. Molto più di frequente io e mio marito abbiamo dovuto farlo tenendo in bilico Davide sul coperchio di un gabinetto o  direttamente in auto. Molti diranno che un fasciatoio tiene troppo posto, ma forse non sanno che esistono anche quelli a scomparsa da muro. Si tratta di un investimento che si aggira sui €100, eppure sembra che non interessi a nessuno avere qualche cliente soddisfatto in più! In media oggi le coppie hanno figli in età più avanzata e di conseguenza un badget più alto per  il divertimento, ma non vengono presi in considerazione dai locali per i winelover. 

Il fatto è che in Italia la mentalità non va nella direzione di una maggiore attenzione per le famiglie. Non pretendo che ogni esercizio abbia l’angolo per il pupo, anche se in certi casi (e con certi bimbi scalmanati come il mio) sarebbe di grande aiuto e conforto, ma che si attrezzi almeno dell’essenziale. 

Durante la passata Fiera del Tartufo ad Alba ho avuto occasione di parlare di questo argomento con Renato Priolo, l’organizzatore di Alba Truffle Bimbi e creatore del Parco didattico Le colline di Giuca,e anche dalla sua esperienza è emerso quanto grande sia l’esigenza di una nuova mentalità, più vicina alla famiglia che viaggia coi bimbi. 

 

Da queste richieste alcune aziende vinicole più sensibili si sono attrezzate e poi si sono rivolte a Renato  per avere nell’area degustazione alcuni giochi al fine di intrattenere i pargoli, ma era ancora troppo poco. Così è nato l’evento Le cantine dei bambini (a questo indirizzo su fb), a cui hanno aderito quattro realtà produttive: Josetta Saffirio di Monforte, Rizzi di Treiso, Gianni Doglia di Castagnole delle Lanze e Demarie di Vezza d’Alba. Nel mese di maggio, a turno, queste aziende ospiteranno l’animazione di Renato coi suoi giochi educativi di legno per i piccoli, mentre finalmente i genitori potranno godersi una degustazione in pace: sarà il maggio dei balocchi. Infatti il problema più grosso che riscontrano le aziende che ospitano le famiglie è quello di riuscire a far conoscere i propri prodotti e a venderli mentre ci sono i bimbi che pretendono la loro giusta attenzione: nella maggioranza dei casi succede purtroppo che i possibili acquirenti se ne vanno a mani vuote perché non hanno la tranquillità di gustarsi i vini e sceglierli. Inoltre sarebbe bello che anche i bambini venissero coinvolti nella conoscenza dei processi di produzione del vino, così come da tempo propone la cantina Saffirio, dove Sara (non a caso mamma di quattro bimbi) organizza ogni anno La vendemmia dei bambini, un evento per cui le prenotazioni sono al completo da un anno all’altro.

Concludendo, sarebbe bellissimo se anche gli enti preposti all’organizzazione delle varie manifestazioni nella nostra area prendessero in considerazione questa possibilità che agevola le famiglie di appassionati enoici. Non solo, sarebbe assolutamente vantaggioso per tutti che anche le enoteche regionali e tutte le realtà di accoglienza turistica, a vario titolo, aprissero gli occhi su questa fetta di mercato ancora troppo trascurata.

 

 

 

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