Gli Oscar della serata “Tutto Riesling” al Très

di Cristina Fracchia

Come ho scritto qualche giorno fa su Instagram, al Riesling renano non si dice mai di no.

Sull’onda di questa certezza, qualche giorno fa ho partecipato ad una social cena presso il ristorante Très a Trezzo Tinella (Cn), recentemente rilevato da una brava foodblogger, Margherita di acasamiablog, e da suo marito. Qui i titolari hanno organizzato una cena con cinque piatti ad accompagnare cinque Riesling scelti dal sommelier Stefano Molino e degustati alla cieca, con tanto di scheda tecnica da compilare. All’inizio mi sono un po’ spaventata di fronte alla seriosità dell’approccio, ma poi devo dire che mi sono davvero divertita, anzi entusiasmata, perché è stato un confronto molto interessante. I commensali erano nove, compresa la sottoscritta e il sommelier, tutti appassionati degustatori e/o aspiranti Ais.

Al vino n. 1 va il mio personale Oscar per la mutevolezza. Di primo acchito si sentono al naso solo gli idrocarburi e la pietra focaia, tanto che avrebbe potuto essere un Timorasso; dopo qualche tempo sboccia ed è un’esplosione di frutta tropicale: mi avessero detto che era un Vidal Icewine canadese ci avrei creduto. La beva è facile e piacevole, come dire?, un vino socievole e chiacchierone. Brava l’azienda di Ettore Germano per il suo Hérzu Langhe bianco doc 2013.

Al vino n. 2 l’Oscar per la scontrosità. Complessivamente i profumi sono molto fini e si stabilizzano sul minerale più che non sul frutto, nonostante una lieve albicocca; in definitiva ha un sentore addirittura salino al naso. In bocca è spigoloso, difficile, non si concede neppure dopo un tempo ragguardevole nel bicchiere. Giustificato il nome, allora: Sassi e sabbia Langhe bianco doc 2011 di Giovanni Almondo.

Al vino n. 3  ho assegnato l’Oscar alla beva. Da subito si propone con sentori delicatissimi di pesca, rosa e moscato bianco, lasciando trasparire i toni minerali solo in un secondo momento. In bocca ha un bilanciamento incredibile tra le parti dure e quelle morbide, che invogliano a bere un secondo e terzo bicchiere…cioè…avrei finito la bottiglia volentieri, se ce ne fosse ancora stato, accidenti! Applausi al Dr. Loosen col suo Mosel Riesling Troken Blaushiefer 2013.

Al vino n. 4 l’Oscar per la concentrazione. Si tratta di un prodotto molto meno beverino del precedente, ma molto più complesso. Oserei dire che è quasi da meditazione. Già il colore dorato fa intuire che si tratti di un vino più datato degli altri. Al naso sa di frutti maturi, anzi, frutti canditi, soprattutto agrumi, di burro, di idrocarburi; avvolge la bocca in modo sontuoso e persistente. È seducente e caldo. Grande il Riesling Smaragd Ried Loibenberg 2007 di Weingut Knoll.

Al vino n. 5 ho conferito infine l’Oscar per la seriosità. Si tratta di un vino persistente, austero, che non si concede alcuna leggerezza, compassato direi. Il colore è giallo oro carico e i profumi vertono sugli idrocarburi, con rare note di mela matura. In bocca è quasi severo, rigoroso. Non ammette alcuna sbavatura l’Alto Adige Val Venosta doc Riesling 2008 di Falkenstein!

E dopo questa carrellata, considerato che sono stata prodiga di premi, voglio darne anche uno a Margherita e Luca: a parte che ho adorato la loro cucina, specialmente il cheesecake al gorgonzola con pera caramellata oltre al semifreddo alle pesche con gli amaretti, a parte che ho trovato il locale molto accogliente, ben arredato e di buon gusto, a parte che l’atmosfera informale è estremamente godibile, secondo me Margherita e Luca meritano un premio per la loro solarità. Basta osservarli mentre descrivono i loro piatti e si coglierà una luce gioiosa nei loro sguardi: quella di chi fa un lavoro appassionante insieme a chi ama!

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