Assente giustificata


di Cristina Fracchia

 

Da qualche mese mi ritrovo ad essere latitante soprattutto agli eventi. Confesso di avere declinato con rammarico tantissimi inviti a degustazioni, eventi, serate eppure non è stato per snobbare alcuno. E neppure sono improvvisamente diventata astemia, cosa che ha spaventato qualche cara amica nonché compagna di bicchierate. Il motivo è assai semplice: in questo periodo sono molto impegnata a creare. Creare…una nuova vita! Sì, insomma, sono incinta!! Lo so, sono arrivata tardi anche a questo appuntamento (come a tutti gli altri d’altra parte), ma adesso ci sono e trabocco di felicità!

Intendo risparmiare ai lettori del blog i dettagli dei primi tre mesi trascorsi tra la nausea (e conseguenti corse al lavabo) e i tentativi di allontanarla facendo colazione a base di pane e senape col tè verde e prugna umeboshi, piuttosto che le incursioni notturne in cucina per mangiare purea e formaggio, ma un episodio vale la pena di essere narrato e cioè quando chiesi al ginecologo se avessi potuto bere un mezzo bicchiere di vino ogni tanto.

Mi trovavo alla quinta settimana e continuavo a ripetermi “ma io sto benissimo! Non ho nessun sintomo! Che bello!!”. Arrivavo reduce da alcune cene con le amiche ed ero piena di energie e di gioia: avrei ballato il flamenco tutte le sere sul tavolo suonando le nacchere e brindando alla nuova vita… Inutile dire che non sapevo che nel giro di una settimana mi sarei ritrovata con la pressione sotto i tacchi, incapace di alzarmi dal divano per i consequenziali effetti di offuscamento alla vista, e con lo stomaco al contrario. Quindi, piena di fiducia in una gravidanza facile, mi apprestai a domandare se mi fosse concesso un po’ vino. Il medico mi osservò con aria sbigottita e partì con una filippica di venti minuti sui rischi dell’alcol in gravidanza. Inutili furono i mie tentativi di spiegare di non essere mai stata una consumatrice di superalcolici e che si trattava di sapere se avessi potuto o meno bere una dose da degustazione di vino durante le cene con gli amici. Dopo avermi snocciolato tutte le possibili malattie e deformazioni fetali dovute all’alcol, il ginecologo passò a sottolineare la differenza tra vino e vino rinforzato. Essendo che solitamente è difficile pasteggiare con prodotti tipo il passito liquoroso, cercai ancora una volta di riportarlo alla ragione, parlandogli di vini come il Dolcetto o il Nebbiolo o addirittura il Moscato d’Asti, che fa 5,5°. Esausta, alla fine, mi arresi ad ascoltare tutta la sua lezione senza interromperlo. Poi lui mi guardò dritta negli occhi e mi disse: “può berne 100 ml al giorno senza rischi. Sa quanto è?” e prima che potessi rispondere mi sventolò sotto il naso un contenitore di raccolta per le urine. “100 ml è fino qua. Guardi, glielo lascio, così si potrà regolare”.

Rimasi senza parole, ma con una gran voglia di ridere. Pensai che dovevo aver fatto ai suoi occhi la figura di un’alcolista al penultimo stadio, ma anche che lui ai miei si era comportato come poco meno che un talebano. Alcuni medici sono più rilassati sull’argomento, una mia amica mi aveva raccontato di aver potuto bere esattamente il doppio di quanto è stato permesso a me, altri invece preferiscono cautelarsi ed essere molto restrittivi, se non proibizionisti. Ora il mio ginecologo sarebbe orgoglioso se sapesse che in questi mesi sono riuscita a bere soltanto tre bicchieri di Moscato d’Asti e qualche sorso di birra mescolata con l’acqua, perché purtroppo le nausee e l’alterazione della percezione dei gusti verso gli aspetti duri degli alimenti e quindi del vino (acido e, soprattutto, amaro) non mi hanno permesso di gioire della sua concessione. Spero però che in un futuro non troppo lontano potrò approfittare di quei miseri 100 ml al dì per rifarmi di tutta questa astinenza! Prosit!!

 

Anch'io sono latitante da mesi, e anche la mia pancia è alquanto voluminosa, ma giuro non sono in dolce attesa. Ovviamente ero a conoscenza da tempo dei motivi che hanno spinto Cristina a prendere un po' le distanze da questa attività, in quanto incompatibile con la sua situazione. All'esperta, alla professionista, alla bravissima redattrice, ma soprattutto all'amica Cristina e a suo marito Lorenzo … giungano i miei auguri più sinceri e affettuosi. (GD)

 

 

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