Blauburgunder Sanct Valentin della cantina St. Michael-Eppan: un viaggio in nove bottiglie


di Cristina Fracchia

Una degustazione da capogiro per gli amanti del Pinot Nero è quella organizzata nell’ambito delle Giornate altoatesine del Pinot Nero (di cui vi ho parlato qui): la cantina di San Michele Appiano, o meglio St. Michael-Eppan, ha preparato un assaggio di ben nove diverse bottiglie, che andavano dal 1999 al 2011. Hans Terzer, enologo della cantina da oltre 35 anni, ha condotto l’incontro introducendoci alla conoscenza della cooperativa, di cui fanno parte ben 370 soci con 380 ettari (si consideri anche la parcellizzazione media delle proprietà: impressionante!).

Gli assaggi sono stati molto interessanti: siamo partiti con il Blauburgunder Sanct Valentin 1999, nato da tre vigneti giovani per dimostrare, come ha spiegato Terzer, di essere bravi anche a produrre rossi. E direi che l’obiettivo è stato raggiunto: il colore con riflessi lievemente aranciati ha anticipato un naso di frutta matura, terra bagnata, fungo porcino e inchiostro, ma in bocca la freschezza era ancora molto buona.

Il secondo vino è stato il Blauburgunder Sanct Valentin 2001, che si è rivelato uno dei miei preferiti in assoluto: sentori pienissimi di frutta matura al naso, stemperati da un lieve tabacco dolce, che in bocca ha dimostrato freschezza ed equilibrio ottimi. Fine, elegante, ma anche pieno e succoso questo 2001, forse anche per via dei fattori legati al clima, comunque sta di fatto che in questo caso ho finito il bicchiere.

Il 2002 si è proposto con un naso interessante di salvia e frutti rossi, che però non mi ha completamente convinto in bocca, come pure il 2003, che nonostante i sentori di prugna e pepe, ho trovato un po’ corto.

Il Blauburgunder Sanct Valentin 2007 è stato un pari merito col 2001: mi è piaciuto tantissimo! Profumi fruttati ed elegantissimi, una seta in bocca, ottima freschezza e persistenza: un altro vino da bere senza remore finendo il bicchiere! Da quest’annata, come ci ha spiegato Terzer, c’è stato un cambio di lavorazione, con l’introduzione dell’utilizzo del ghiaccio secco, con l’abbreviazione dei giorni di macerazione (1-2), con l’abbassamento delle temperature di fermentazione e con un cambiamento nell’uso dei legni di affinamento.

Il 2009 si è presentato grintoso, succoso, ma anche molto meno fine rispetto alle altre annate e quindi non particolarmente interessante. Grande potenzialità invece per il 2010, che ho apprezzato molto, ma un gradino sotto agli altri due, forse per la sua relativa giovinezza, la quale però non ha occultato un naso di erbe aromatiche e spezie, ma che in bocca ha rivelato, ovviamente, tannini ancora da affinare. Da riprovare tra qualche anno!

Giovane, troppo giovane, anche il 2011, che si è comunque classificato secondo al Concorso Enologico legato alle Giornate altoatesine del Pinot Nero.

Ultimo il Blauburgunder Sanct Valentin 2007 riserva, con un naso un po’ chiuso che però ha regalato sentori di ciliegia, vaniglia, fiori appassiti e olive verdi. Polposo e succoso, in bocca ha lasciato affiorare la sua bella struttura di vino di razza.

Una carrellata accattivante che ha dimostrato (ce ne fosse stato bisogno) che il Pinot nero ha delle potenzialità incredibili e che la cantina di St. Michael-Eppan è attrezzata per sperimentarle tutte!

 

Scarica PDF Scarica PDF

  1. Nessun commento ancora.
(non verrà pubblicata)