di Gianluca D'Amelio
Chi l’ha detto che a Roma si mangia male? Ah è vero, l’ho detto io. E lo confermo. Chi viene a Roma per turismo o per lavoro, e decide di andare a mangiare al ristorante affidandosi solo alla sua sensibilità, ha una probabilità di mangiare bene di gran lunga inferiore a quella di indovinare un ambo al lotto. A Roma infatti ci sono circa 3500 locali, tra ristoranti, pizzerie, birrerie e fast food e la maggior parte di essi sono dei trappoloni turistici. Questo non significa che non esistano indirizzi dove si possa gustare una cena a prezzo abbordabili. Che te ne sa è proprio uno di questi.
A consigliarmelo sono stati Roberto Giuliani di Lavinium e Daniela di Senza Panna. La cosa peggiore è che il ristorante si trova a un chilometro da casa mia, e non ne avevo mai sentito parlare. Di solito non mi fido mai dei consigli degli altri, ma in questo caso erano talmente autorevoli che non ho avuto esitazioni a provarlo. Ci sono stato un paio di settimane fa, ed eravamo in quattro. La posizione non è delle più centrali, anzi. Si trova a via della Bufalotta, alla periferia nord di Roma, proprio a ridosso del grande raccordo anulare tra la Nomentana e la Salaria. Il locale è abbastanza grande, con un ampio parcheggio e con un arredamento non proprio originale. A gestirlo ci sono Fabrizio, lo chef, e Laura che invece si occupa della sala. La specialità della casa è il pesce, ma non mancano anche piatti sfiziosi di carne.
Vado subito a raccontare le portate che abbiamo degustato. Come piatto d’entrata abbiamo scelto due antipasti, un tris di tartare e delle bruschette di pesce. Le tartare erano eccellenti, e il tris era composto da: gamberi rossi con lardo colonnata, pinoli e sale rosa dell’himalaya; tonno rosso con pistacchio, pomodoro e pepe nero; spigola con zucchine e mandorle. A parte il primo, che mi è sembrato un accostamento un po’ azzardato (gamberi e lardo) e con un sapore leggermente sbilanciato, devo dire che gli altri due erano azzeccatissimi.
Per quanto riguarda i primi piatti, visto che le porzioni non erano scarse, ne abbiamo presi solo due: gli spaghetti artigianali dell’azienda agricola Mancini con ricciola, pomodorini al forno, concassè di zucchine e limone candito, e i tagliolini con vongole veraci, fiori di zucca e bottarga. Entrambi buonissimi, con una leggera preferenza per i tagliolini.
I secondi li abbiamo presi tutti e quattro. In due hanno preso la tagliata di tonno fresco siciliano in crosta di pistacchi con caponatina di peperoni e salsa al mosto cotto e balsamico; un altro ha optato per il filetto di sanpietro scottato alle erbe sopra una zuppetta di vongole e fiori di zucca croccanti; e infine io ho preso il trancio al forno di salmone marinato, in crosta di carciofi con salsa al fumetto e finocchiella selvatica. Erano tutti molto buoni, ma la lode l’ha raggiunta il tonno, cotto alla perfezione e per niente stoppaccioso.
Anche sui dolci le nostre aspettative non sono state deluse: millefoglie sbriciolata con cioccolato fondente caldo, delizia di ricotta di bufala e scaglie di cioccolato, e tris di crostate con confettura di stagione. Per quanto riguarda i vini abbiamo avuto l’imbarazzo della scelta, vista la carta decisamente ben fornita. Abbiamo bevuto un friulano dell’azienda Lis-Neris e un kerner della cantina di Caldaro. Entrambi ottimi e con un prezzo onesto. Il costo totale dell’operazione è stato di 42 euro a testa. E posso garantire che a Roma, con quel prezzo, il pesce fresco te lo puoi scordare.
Ristorante CHE TE NE SA
Via Della Bufalotta 891 – Roma (rm)
TEL: 0687140320
Aperto a pranzo e a cena
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#1 di Roberto Giuliani il 16 maggio 2011 - 11:38
a guardare queste foto si direbbe che sei alto 2 metri!
#2 di Roberto Giuliani il 16 maggio 2011 - 11:40
si ma cono chi eri a mangiare? Inmmagino almeno in tre, altrimenti mi fai preoccupare per la tua linea! (^_^)
#3 di Michelangelo Tagliente il 16 maggio 2011 - 11:47
Gianluca, sono convinto che questo tipo di ristoranti sono fondamentali e in quanto fondamentali ovviamente scarseggiano a Roma come nel resto d'Italia, mi piego: E' chiero che se vai in uno stellato, bi stellato Michelin sai di trovare qualità elevatissima (per lo meno dovrebbe essere così), ma a meno che tu non sia ricco non è che ci pioi andare una volta a settimana; ecco che basterebbero posti onesti come quello che hai appena decritto dove una va, mangia bene, beve bene e paga il giusto (parliamo sempre di cifre abbordabili). Il problema in italia e che spesso si passa dal "paradiso" alla bettola!
Michelangelo
#4 di Gianluca D'Amelio il 16 maggio 2011 - 12:14
@Roberto: effettivamente le foto non sono un granchè … ma non avevo la mia reflex.
@Michelangelo: giustissimo, infatti la nostra sfida è proprio questa. Trovare dei ristoranti dove offrono del cibo di qualità, cucinato bene e a prezzi onesti!! Ma sono molto rari!!
#5 di Daniela (SenzaPanna) il 16 maggio 2011 - 12:52
gamberi e lardo secondo me sono eccezionali!!! Li ho messi anni fa in una ricetta sul mio blog e te la consiglio vivamente visto ch e mi hai confettasto di essere un grande cuoco
#6 di Gianluca D'Amelio il 16 maggio 2011 - 13:47
Daniela, ti ho detto che sono un cuoco grande (e grosso) … non che sono un grande cuoco!!