Alla ricerca della linea perduta


di Gianluca D'Amelio

 

“Prova costume? Non è più un problema con Normaline …”.

Questa mattina in un’ora di automobile, ho ascoltato questa pubblicità almeno 5 o 6 volte, e ogni volta che veniva trasmessa il mio sguardo cadeva sopra la cinta, sconfortato dalla presa d’atto che probabilmente non sono le mie camicie ad essersi ristrette.

Ebbene sì. Mi chiamo Gianluca D’Amelio, ho 45 anni, e sono sovrappeso! Sapete come ho pensato di risolvere? Quest’anno me ne vado in montagna dove, si sa, la “prova giacca a vento” è sicuramente più sostenibile.

Ma chi non riesce a rinunciare alla spiaggia e all’abbronzatura come farà?

Il problema della prova costume è l’incubo ricorrente di almeno 4 italiani su 10, che con l’avvicinarsi dell’estate si preoccupano di sfoggiare nelle spiagge una forma invidiabile. Qualcuno di loro si rivolge a un dietologo, per poi abbandonare la dieta prescritta dopo pochi giorni. Qualcun altro invece si lascia tentare da una delle centinaia di proposte che albergano nei media soprattutto in questo periodo. L’ultima che ho sentito, e la trovo veramente geniale, è la “dieta del limone”. Io pensavo che si trattasse di una grossa lima che bisognava sfregare periodicamente nella zona addominale per erodere le protuberanze in eccesso, invece no. Consiste nel bere per una settimana soltanto acqua e limone a cui si può aggiungere dello sciroppo d’acero e un pizzico di peperoncino di cayenna. Facile come bere un bicchiere d’acqua (e limone). Peccato che la settimana successiva si riacquista tutto il peso corporeo, ma questo è un dettaglio di poco conto.

Un’altra dieta alquanto bizzarra, per non dire agghiacciante, che andava di moda qualche anno fa, è quella del sondino. Secondo gli ideatori di questo metodo "rivoluzionario", nutrire l'organismo esclusivamente di proteine permette all'organismo stesso di sviluppare delle sostanze chiamate "corpi chetonici" che annullano il senso di fame. L'efficacia di questo sistema sarebbe legata al metodo di nutrimento, che consiste nell'inserire le sostanze proteiche, contenute in una sacca che il paziente deve portare sempre con sé, direttamente nello stomaco attraverso un sondino naso-gastrico. Tutto questo perché la somministrazione deve essere lenta e continua. Ho ragione a definirla agghiacciante?

Potrei continuare per molto ancora e parlare della famosissima dieta a zona, o della dieta Atkins, o di quella macrobiotica, ma preferisco fermarmi qui e porre invece l’accento su un altro fatto alquanto preoccupante. Come ho detto all’inizio, la motivazione più forte per perdere peso è rappresentata dalla vergogna di mostrare i chili di troppo con l’avvicinarsi della stagione estiva. Non interessa ad alcuno, quindi, che l’aumento di peso corporeo fa aumentare i rischi di malattie croniche e mortali. No, ci si preoccupa di più del giudizio dei vicini di ombrellone.

Se la desiderabilità sociale è una motivazione più forte della ricerca di una buona condizione salute, evidentemente gli appelli  delle autorità sanitarie che consigliano di tenere sotto controllo l’aumento di peso adottando un regime alimentare sano, cadono nel vuoto. Ed è questo, a mio avviso, l’aspetto più sconfortante di questo fenomeno sociale.


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