Farneticazioni al femminile su donne e vino


di Cristina Fracchia

Cercherò di essere seria per una volta, anche se non so se riuscirò a mantenermi tale sino al termine dell’articolo. Lo spunto di riflessione mi è venuto da un paio di letture concomitanti fatte in questi giorni e inerenti, una, alla donna in generale e, l’altra, al rapporto tra la donna e il vino. Spesso si parla sul web e sulla carta stampata, della relazione che lega il mondo femminile e quello enoico. La causa occasionale di queste mie riflessioni è stata pochi giorni fa la lettura di un bell’articolo pubblicato da Michelangelo Tagliente. Contemporaneamente la sorte mi ha fatto capitare tra le mani un interessante studio sull’emarginazione della donna nella società moderna, che avvalora la teoria del maschilismo imperante nel passato, e che ha lasciato strascichi nel presente. Infatti è assodato che il meccanismo della creazione del racconto nasca declinato al maschile: in questo senso nella storia la donna è l’esclusa per eccellenza. Tutti i documenti vengono redatti da uomini, le stesse istituzioni sono rette esclusivamente da loro, perciò è giocoforza che la storia femminile, quando ve ne è traccia nel passato, sia quasi sempre storia di reiette e qualunque forma di protesta femminile venga confinata come forma deviante. Tanto peggio se la donna ha carattere forte e non sottomesso, o anche solo non deferente, verso l’autorità.

Ora, non è che voglia tediare il lettore con un trattato di storiografia, ma è interessante pensare al fatto che solo negli ultimi cento anni, o forse meno, le donne hanno cominciato ad avere un posto nella società. E anche che abbiano dovuto simulare il comportamento maschile per ottenerlo. Penso alla mia trisavola (tutt’altro che una suffragetta), la quale, dopo aver fondato un’attività imprenditoriale nella Torino di fine '800, girava in lungo e in largo l’Italia per mostrare i suoi lavori e se ne andava in giro con la pistola nella borsa, mentre il marito a casa dirigeva l'azienda al posto suo. A parte il fatto che alle volte penso che un’arma tornerebbe utile anche a me, per fortuna oggi le cose sono cambiate, ma a volte ho l’impressione che le donne debbano ancora dimostrare di essere valide come gli uomini, che ancora assumano comportamenti maschili per essere considerate nel lavoro, e che dunque anche la strada al femminile per parlare di vino non sia così facile da percorrere. In fondo al giorno d’oggi parecchi tra gli eno-comunicatori più noti, anche sul web, sono ancora uomini. Capita ancora di venire accusate di essere strane, nel lavoro e nel privato (e in entrambi i casi, se questo arriva da un uomo, il messaggio decodificato è sempre: non vai bene perchè non sei come voglio io: maschilismo mascherato!). Eppure le donne saranno forse meno tecniche nel primo approccio, ma non meno capaci, e soprattutto sono in grado di parlare alle altre donne. A tal proposito mi sovviene con grandissimo piacere un educational tour vissuto qualche anno fa in Austria e organizzato dal Consorzio di Tutela dei Vini del Burgenland: la sorte volle che tutte noi partecipanti fossimo donne. Ricordo il clima di grande complicità che si venne a creare e anche il fatto che i nostri gusti convergessero verso gli stessi vini. Tra i produttori che visitammo ripenso ad un vignaiolo, assente per impegni pregressi all’estero, che aveva lasciato la moglie a condurre l’azienda. Ecco, lì mi sentii a casa davvero.

 

 

Il disegno delle donne che bevono vino è una gentile concessione di Slawka G. Scarso, e la fotografia è di Michelangelo Tagliente


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  1. #1 di Michelangelo Tagliente il 25 maggio 2011 - 15:30

    Cristina come al solito il tuo senso dell'ironia è fantastico. Il maschilismo naturalmente viene da lontano ma c’è da dire che  la storia recente del nostro paese ,dalla fine degli anni 80 in poi, che definirei “Velinocentrica”, ha contribuito in maniera drammatica ad acuire la prepotenza e l’arroganza maschile; uniamo le forze però non dividiamoci in fazioni (maschi da una parte e donne dall’altra)!

  2. #2 di Cristina Fracchia il 25 maggio 2011 - 18:04

    Grazie Mick! Lungi da me l'idea di contrapporre uomini e donne, piuttosto voglio confrontarmi e capire!! E comunque mi rendo conto che ciò non è possibile con tutti, ma solo con quelli che vedono in una donna prima di tutto una Persona. E, credimi, a volte questo non accade, pur essendo noi nel 2011…

  3. #3 di labarbera il 25 maggio 2011 - 20:32

    W le donne competenti e preparate, questo articolo ne è un'esempio. Brava Cri! monica

  4. #4 di Cristina Fracchia il 25 maggio 2011 - 21:21

    Grazie, Monica! Apprezzo il tuo commento! :-)

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