Un’idea di sangiovese …


di Marina Betto

Il dieci per cento dei vini prodotti in Italia è costituito da Sangiovese, ed è il re assoluto dei vini del centro Italia, dalla Romagna alle Marche alla Toscana. Già nel 1500 se ne fa menzione in Toscana di uve di San Giovannese, San Giocheto e San Giovese.

Tre  sono le macro famiglie di Sangiovese: il Sangiovese di Romagna più colorato e fruttato, il Sangiovese Grosso del Brunello di Montalcino (nel 1888  la vendemmia del Brunello di Montalcino), e il Sangiovese piccolo del Chianti. Le caratteristiche comuni di questo vitigno sono la buona acidità e il tannino nobile che gli assicura l’invecchiamento. E’ un vitigno "schizofrenico", con una maturazione nella norma, un agostamento nella norma ma lignifica tardi; risentendo molto del terreno sul quale viene coltivato (presenza di calcare o di ciottoli nei terreni ad Alberese o Galestro) con espressioni di alterne fortune.

Volendosi fare un’idea ampia di questo vitigno occorre assaggiarlo declinato in diverse versioni dal Brunello, al Rosso di Montalcino, al Nobile di Montepulciano, al Carmignano, al Chianti, al Montecucco Base e Riserva, al Morellino di Scansano al Sangiovese di Romagna. Vediamone qualcuno, per farci un'idea dei tanti modi in cui possa esprimersi questo fantastico vitigno.

L’Assiolo Sangiovese di Romagna Doc Costa Archi 2010, 13,5% di tenore alcolico, ha una veste porpora concentrata con profumo intenso vegetale ed erbaceo, frutti rossi in composta e sentori balsamici; in bocca è morbido con tannini e acidità che si bilanciano facendo riaffiorare la marmellata di prugne e la cannella già annusata.

Il Vino Nobile di Montepulciano Docg Tenuta di Gracciano della Seta 2008 13.5%, è rosso rubino scarico, profumo pungente di erbe aromatiche, sentori di arance rosse e legna arsa, pece. Il tannino è fine con note di liquirizia; l’acidità dona una bella sensazione di freschezza che lo rende snello e di classe.

Il Chianti Rufina Riserva Fattoria Selva Piana 14.5%, è di un rosso rubino tendente al granata; si apre con sentori di erbe aromatiche, di selva, di bosso e ciliegia fresca, accenti di pepe; in bocca è pieno, con acidità e tannicità che si inseguono; ritorna il frutto di ciliegia fresca e quel mondo oscuro avvertito al naso, un'interessante immagine di Sangiovese.

Il Poggio di Sotto Castel Nuovo dell’Abate 2006 14%, proviene dalla zona sud est davanti al monte Amiata, è un Brunello di Montalcino base, e ha tutte le caratteristiche tipiche del brunello. Vino rosso rubino brillante di bella trasparenza, sentori balsamici e di sottobosco, humus e rabarbaro. La bocca rimane sapida, minerale con un tannino vellutato.

Il Morellino di Scanzano Capatosta di Poggio Argentiera 14% è un rubino trasparente con un coté dolce di fiori e frutta rossa, sapido e minerale possiede un tannino rustico ma piacevole.

Tornando al Brunello che si può definire senza ombra di dubbio il Sangiovese Purosangue, assaggiamo altre etichette, che possono meglio spiegarci cosa è questo vino, tanto decantato e di cui si è molto parlato in proposito anche allo scandalo avvenuto cinque anni fa, che ha colpito la credibilità dei vini di Montalcino; sembra che senza scandali le violente sterzate verso la giusta direzione non si riescano a prendere in Italia. Consola il fatto che nessuna azienda ha chiuso, i “brunelli” alle volte sono ottimi, altre volte no, e quei vini su cui c’erano dei dubbi non esistono più, merito di una buona pubblicità e fama che lo spingono in alto. Si possono fare ottimi vini ovunque ma il Brunello così come nasce a Montalcino non si può copiare, è inimitabile.

Il Rosso di Montalcino San Lorenzo 2003, che fu un’annata calda, è fresco ed elegante, sebbene la pienezza del frutto sia più presente nell’annata 2004 che ha una buona espressione.

Il Brunello 2007 Tiezzi, di Vigna Cerrino proviene da vigne di 35 anni a 350 metri s.l.m verso Siena, mi spiega con precisione Monica Tiezzi, figlia di Enzo noto agronomo ed enologo montalcinese; si esprime con profumi varietali minerali e di erbe.

Il Vigna Soccorso 2007 proviene invece da un podere storico a 500 m sul livello del mare in direzione sud-ovest. Allevato ad alberello, qui il Sangiovese diventa quasi pianta ornamentale, disegnando un giardino a gradini, delimitati dai muretti di pietra e rose in cima ad ogni filare, insieme a bordure di piante aromatiche e alberi da frutto. L’etichetta sulla bottiglia è quella ideata da Riccardo Paccagnini, un pioniere del Brunello che alla fine dell’800 con il suo” Brunello Soccorso” ottenne importanti riconoscimenti a Roma, Parigi, Marsiglia  e Bordeaux. Questo vino oggi si presenta al naso con sentori di tabacco e in bocca un tannino ancora giovane e acerbo, l’annata 2006 ha un tannino più equilibrato dall’acidità e un bouquet più ricco di ciliegia sottospirito e tabacco.

Elisa Sesti ha le sembianze e il portamento di una madonna fiorentina, e con la stessa grazia presenta i vini della sua azienda. Il Brunello di Montalcino DOCG 2007 ha profumi eleganti di frutta rossa e spezie dolci, in bocca è teso e potente, di grande masticabilità e corpo. L’annata 2006 ha una struttura tannica suadente su note di cacao e liquirizia, bilanciate dall’acidità pungente.

Phenomena 1999 è un Brunello Riserva DOCG sempre di Sesti. L’etichetta cambia sempre e commemora ogni volta un evento astronomico che si è verificato nell’anno della vendemmia, è un vino fenomenale dal profumo elegantissimo e floreale, fruttato di gelso nero mescolato a spezie e scorza di arancia, sentori di incenso; la lingua riassapora i profumi avvertiti ,in un effluvio vivo e persistente.

Il Baricci Stella 2006 è nervoso con un tannino ancora da esprimere insieme all’acidità. Stella 2005 sprigiona profumi di frutta rossa di bosco,un’espressione nel solco della tradizione e per questo elegante.

Della tenuta Col d’Orcia, che ha tre secoli di storia, degusto il Brunello di Montalcino 2007 dal bouquet etereo ed elegante, progressivo di frutti e spezie; in bocca sembra seta. L’annata 2006 ha il profumo di un frutto dolce gradevole e ricco che sulla lingua si dipana acido e fresco, piacevolmente tannico in equilibrio perfetto.

Il Brunello di Montalcino riserva DOCG Poggio Al Vento 2004 è intenso color rubino con un profumo che evidenzia delicati piccoli frutti di bosco. La sorsata è minerale piena di struttura potente e coinvolgente, difficile da dimenticare.


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