Koppert Cress sbarca nella capitale: ? un trionfo di aromi ?


di Gianluca D'Amelio

Koppert Cress sbarca a Roma, e lo fa nel migliore dei modi: con una squisita cena di gala in un palazzo incantevole dei Castelli Romani, villa Grazioli. Ma andiamo per ordine, perché di cose da raccontare ce ne sono molte. Innanzi tutto vi presento gli attori della serata.

Koppert Cress è una società olandese che ricerca e produce ingredienti naturali innovativi per la cucina. Si tratta sostanzialmente di piantine aromatiche di ogni genere e provenienti da tutto il mondo. Alcune molto comuni come il basilico, la borragine o la salicornia; altre che neanche immaginavo potessero esistere. Due di esse in particolare mi hanno affascinato: il Sechuan, una bacca frizzante che appena la metti in bocca ti dà una sensazione elettrica e intorpidente, che viene utilizzata soprattutto nella preparazione di cocktails; e la Oyster Leaves, un’erba aromatica che cresce nelle coste atlantiche dell’Europa e dell’America settentrionale, che ha il sapore spiccato e netto dell’ostrica, e che ovviamente viene utilizzata nella preparazione di piatti a base di pesce. Potrei continuare ancora per molto, perché la gamma di prodotti della Koppert è particolarmente fornita, ma consiglio a chi vuole approfondire, di consultare il sito internet. Io intanto continuo con le presentazioni.

Villa Grazioli è uno dei palazzi più belli della provincia di Roma, un’antica dimora cardinalizia del XVI secolo oggi sede di un bellissimo albergo, il Park Hotel Villa Grazioli. Il palazzo si trova a Grottaferrata, a una ventina di chilometri da Roma, e gode di una spettacolare vista sulla capitale. È uno di quei posti che sanno regalare immagini suggestive ed emozioni difficili da dimenticare.

Fabio Lai, il giovane e brillante chef del ristorante annesso all’hotel, che ha deliziato il palato degli invitati, principalmente cuochi e giornalisti. È un vero e proprio artista, e le sue creazioni ve le racconterò più avanti.

Fulvio Bressan, titolare dell’omonima azienda vinicola friulana, che ha offerto i suoi strepitosi vini (e vi giuro che non sto esagerando) per la cena: il pinot nero, il Carat (friulano, malvasia e ribolla gialla), il Pinot Grigio, il Verduzzo e il Rosantico (un Moscato Rosa in purezza). Bressan è uno di quei produttori che io definisco “fondamentalisti” della naturalità, che coltiva personalmente e manualmente il vigneto, e che non aggiunge alcun diserbante alle vigne e né additivi al vino, neanche l’anidride solforosa. I suoi occhi si riempiono di orgoglio quando ci racconta la sua filosofia: “per me aggiungere i lieviti al mosto è come fare una fecondazione eterologa. Tu ce la manderesti tua moglie con un altro uomo per avere un figlio? Ecco, l’aggiunta di lieviti esterni è la stessa cosa!” Grande Bressan.

Bene. Questa è la cornice dentro cui si è svolta la serata di presentazione della Koppert Cress. Il primo che incontro al parcheggio, neanche a farlo apposta, è il mio amico Roberto Giuliani, direttore di Lavinium, con sua moglie Laura. Ad accoglierci all’ingresso del palazzo c’era la splendida Andreja Lajh, l'organizzatrice dell'evento, sempre molto carina e sorridente, ed Enrico Zallot, il responsabile del marketing. Dopo un po’ ci raggiunge la nuora del proprietario del palazzo, Chantal Mastrogiacomo (che scopriremo poi essere la sorella di Daniele, il giornalista della Repubblica rapito qualche anno fa in Afghanistan), che molto carinamente ci fa da guida nella visita del palazzo tra gli affreschi, le sculture e i mobili antichi.

Prima di scendere nel giardini dove è stato allestito il proscenio, c’è il tempo per un aperitivo e per qualche appetizers di pesce crudo, dopodichè prendiamo posto nella magnifica terrazza dove possiamo ammirare dall’alto le luci di Roma. Inizia così la cena. Per antipasto lo chef ci ha preparato due piatti: una zuppa di melone profumata al grand Marnier con gamberi di Sicilia scottati e granella di prosciutto, Borragine Cress e Daikon Cress (una croccante e consistente erba aromatica, dal sapore lievemente piccante); e una tartare di tonno marinata con yogurt e olio alla vaniglia, Atsina Cress (un’aroma dal sapore dolce di anice e liquirizia) e Honny Cress (dal sapore di miele). Per primo piatto abbiamo gustato dei ravioli ripieni di patate, menta e pecorino con crostacei e loro bisque, Salicornia Cress, Oyster Leaves (di cui ho già parlato).

Come secondo piatto Fabio Lai ha preparato un trancio di spigola arrostito su bambu, accompagnato da asparagi al burro e crema di mais. E come dessert un happy hour, dei dolci alla frutta, e un metropolitan servito all’interno di una Venus Vase, una pianta carnivora proveniente dal sud est asiatico.

Cosa posso dire di più? Un dieci e lode alla Koppert Cress, ad Andreja, a Chantal, a Fulvio, e naturalmente a Fabio. Sono riuscito a suscitare in voi un leggero senso di invidia? Eh, vi capisco!

 

 

[le fotografie sono di Paolo Picciotto]


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