di Gianluca D'Amelio
Se una sera a Roma ti vien voglia di prendere un aperitivo, accompagnato da sfiziosi e fantasiosi piatti, oppure se vuoi cenare mangiando un buon piatto freddo accompagnato da un bicchiere di ottimo Champagne, allora le alternative possibili non sono molte. Una di queste è Remigio, un piccolissimo ristorante situato nei pressi di Santa Maria Ausiliatrice, in zona san Giovanni, non molto distante dal centro.
Poi se sei in compagnia di tre splendide fanciulle la serata assume un sapore del tutto particolare, ma per questo, se non sei fortunato come me, devi organizzarti da solo. Io ero con Daniela di Senza Panna (a proposito, se ci vai presentati come amico suo; non cambia nulla, ma fai un figurone), con Roberta, la mia correttrice personale di bozze, e con Elisa, che sto corteggiando da almeno un mese per farla entrare in squadra di Soul & Food.
Il nome del locale – Remigio – deriva da Saint-Remi, il santo della cattedrale di Reims, uno dei centri nevralgici della regione della Champagne. Già dal nome quindi si capisce che la proposta dei vini è decisamente ampia, e che è lo Champagne a far da padrone in questo locale gestito dal bravo e simpatico Fabrizio Pagliardi.
Fabrizio è uno di quelli che le sue proposte se le va a cercare nel territorio di origine, dove riesce a scovare delle chicche da presentare poi ai suoi clienti. Solo così infatti è possibile mettere in carta gli Champagne dei piccoli produttori, che nelle filiere distributive tradizionali non entreranno mai. Ed è per questo che da Remigio è possibile degustare gli Champagne di Pascal Mazet, di Chartogne-Taillet, quelli di Bereche, di Tarlant, di Horiot, di Goutorbe, di Couche, di Jean Pierre Legret, di Vincent Bliard, e di tanti altri ancora. E proprio quest’ultimo abbiamo preso noi, il Vincent Bliard, uno Champagne di grande eleganza, con una personalità e struttura da far invidia anche agli altri “tromboni” più importanti della regione.
Gli Champagne che si degustano da Remigio sono quasi tutti di piccoli produttori, o per dirla in termini più appropriati, quasi tutti recoltants manipulants. Sono i vignerons indipendenti che lavorano spesso in purezza, e che ogni annata del loro prodotto sarà diversa dalla precedente. Sono i produttori che rispettano il territorio e che non fanno un uso abnorme dello sciroppo di dosaggio (per saperne di più sulle tecniche di produzione dello Champagne, cliccare qui). Ma non ci sono solo Champagne da Remigio; fornitissima è anche la proposta di vini fermi, sia italiani che stranieri, dai formidabili pinot noir della Borgogna, ai riesling tedeschi, alle ottime etichette italiane. Ce n’è veramente per tutti i gusti.
Tra i piatti non mancano le prelibatezze che allietano anche i palati più esigenti, come la spettacolare tartare di fassone piemontese, o l’insalata di speck d’anatra, o il salmone selvaggio con mozzarella di bufala, o la terrina di fois gras, o altri piatti tutti molto sfiziosi e ricercati. Un consiglio: prima di andare da Remigio non c’è bisogno che passi in banca per accendere un mutuo, visto che i prezzi e i ricarichi sullo Champagne sono più che onesti. Noi per un aperitivo con tartine, un piatto, vari Champagne e uno spettacolare Bas Armagnac, abbiamo speso 35 euro a testa. Però noi siamo amici di Daniela!
Remigio – via Santa Maria Ausiliatrice, 15, Roma
tel. 06 789228 (consigliata la prenotazione)
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#1 di roberta il 14 giugno 2011 - 12:50
ormai, quasi EX correttrice di bozze personale… :'(
#2 di Gianluca D'Amelio il 14 giugno 2011 - 13:00
Io ancora non t’ho licenziato, quindi sei ancora la mia correttrice di bozze!!
#3 di Roberto Giuliani il 14 giugno 2011 - 13:17
Io invece sarò sempre il tuo correttore di bozzi…
#4 di Gianluca D'Amelio il 14 giugno 2011 - 13:23
No, tu sei il mio PROCURATORE di bozzi … non correttore!!
#5 di Daniela @Senza_Panna il 14 giugno 2011 - 17:39
Roberta, secondo me non ti ha consultata … c'è un errore che gli è sfuggito!!!
#6 di Gianluca D'Amelio il 14 giugno 2011 - 18:11
Oddio, e qual è?