di Matteo Marchisio
Questo articolo nasce per caso, quasi una coincidenza; alcune sere fa cercando un vino che si abbinasse bene a un ottimo branzino al sale preparato da mio padre (indiscusso cuoco della famiglia), ho trovato nel frigorifero un Riesling renano, proveniente dall'Alsazia, comprato al supermercato in occasione di un'offerta speciale.
Prima di descrivere l'ottima bottiglia bevuta, vorrei fare una premessa su quello straordinario vitigno che è il Riesling renano, di cui Gianluca D’Amelio ha già descritto una degustazione nell'articolo "Io, lei e l'altra".
Si tratta di una varietà a bacca bianca, tipica della zona della Mosella, in Germania (ci sono documenti che ne accertano la coltivazione già nei primi decenni del quindicesimo secolo). In seguito si diffuse largamente in tutta la valle del Reno e in particolare in Alsazia, dove è diventato il vero portabandiera dei vini della regione. Altre zone in cui questo vitigno è diffuso sono l'Austria, l'Ungheria e la Svizzera, oltre che Cile, Sudafrica e California.
Nel nostro paese trova una certa diffusione solo in Trentino Alto Adige, Friuli e nell'Oltrepò pavese, dove, in uvaggio con il Riesling italico (che malgrado il nome è una varietà completamente diversa) dà origine ad ottimi spumanti. Il segreto del suo successo: è una varietà da cui si ottengono eccellenti vini bianchi dall'ottima finezza, ma nello stesso tempo corposi e adatti a un certo periodo di affinamento in bottiglia, che normalmente raggiunge tranquillamente i 6 anni. I profumi sono principalmente fruttati quando è fresco, tendono al minerale dopo un periodo in bottiglia di qualche anno. Una curiosità "chimica" sulle note minerali, particolarmente spiccate, del Riesling: il descrittore caratteristico di questo vino quando ha qualche anno di affinamento in bottiglia è "'odore di kerosene" dovuto alla formazione di composti appartenenti alla famiglia dei norisporenoidi come il trimetildiidronaftalene (abbreviato per semplicità TDN). Questa peculiarità non deve spaventare chi lo degusta: si tratta infatti di un'evoluzione naturale dei carotenoidi (le stesse sostanze che danno il colore arancione alle carote per intenderci) .
Un'altra importante caratteristica di questo vitigno è la buona adattabilità delle sue uve all'appassimento e alla formazione della "muffa nobile", la Botrytis cinerea, che in condizioni climatiche favorevoli permette di ottenere eccezionali vini passiti, come le "vendanges tardives" e le "sélections de grains nobles" prodotti di punta dell'enologia alsaziana.
Proprio per le sue eccezionali caratteristiche enologiche il Riesling renano è stato utilizzato in molti incroci artificiali effettuati per ottenere nuovi vitigni: i più famosi dei quali sono il Müller Thurgau e il Manzoni bianco, varietà eccellenti che meritano una trattazione a parte.
Ma ora veniamo alla degustazione; si trattava di un Riesling del 2008 di Pierre Sparr, di Sigolsheim, paesino alsaziano situato nella valle di Kaysersberg, non lontano dai primi contrafforti dei Vosgi. Questo vino presentava un bel colore giallo paglierino con abbondanti riflessi verdastri a dispetto della sua età relativamente avanzata, il profumo era marcatamente minerale con le famose note di kerosene di cui si è parlato qualche riga fa, e di pietra focaia. Si potevano percepire, inoltre, note fruttate di pesca e pompelmo.
Il gusto era molto equilibrato, fresco ma non eccessivamente acido, con una buona struttura malgrado la gradazione alcolica non elevata e perfettamente secco. La vera "morte" di questo vino è con piatti a base di pesce, molluschi e crostacei, in quanto si sposa benissimo con i profumi marini ed è anche uno dei vini considerati più adatti al sushi; l'abbinamento classico resta in ogni caso quello con i tipici piatti alsaziani come la choucroute.
Dopo questa degustazione, penso di avere avuto la prova che al supermercato, a dispetto di quanto la maggior parte dei benpensanti possano credere, si possono trovare anche dei vini eccellenti a un prezzo onesto, tuttavia bisogna sempre cercare di scegliere con occhio critico. In ogni caso, quel Riesling col branzino preparato da mio padre, ci stava a pennello.
Scarica PDF 

