La Rocca del gusto: qualità e tradizione in cucina


di Gianluca D'Amelio

È una bella storia quella di Maria Luisa Conrado, che dopo aver gestito un wine bar per poco più di un anno, a gennaio del 2010 ha deciso di trasformarlo in un ristorante. E l’ha fatto secondo una precisa visione di ristorazione, che lei stessa ci racconta: “un luogo accogliente, garbato ma non pretenzioso. Un luogo dove poter gustare piatti diversi dalla cucina di tutti i giorni.” E c’è riuscita in pieno.

Non ci si va per caso alla Rocca del Gusto. Un po’ perché si trova su una via abbastanza stretta del centro di Monterotondo, dove non c’è un marciapiede per camminare. E un po’ perché il paese, che si trova a una ventina di chilometri a nord di Roma, sulla Salaria, non è una località che offre particolari attrattive. Al ristorante la Rocca del Gusto ci vai perché lo conosci, oppure hai letto qualche recensione, oppure ancora perchè te l’ha consigliato qualcuno.

A gestirlo insieme alla titolare c’è sua sorella Maria Paola, che è sommelier e si occupa quindi della carta dei vini. Il locale non è molto grande, credo che possa ospitare al massimo una quarantina di persone (ma Maria Luisa ce ne mette molto meno, ci tiene a far stare larghi i suoi clienti). Il colore dominante è l’arancio, ogni cosa alla Rocca del Gusto è color arancio, dalle sedie, alle pareti, alle tovaglie, all’abbigliamento del personale.

In questo ristorante, con una spesa che si aggira intorno ai 30-35 euro a persona, si possono gustare delizie come  la lonza di Bernabei (una famosa norcineria dei Castelli Romani) o il pecorino di Scanno affinato nelle vinacce, o una focaccia con la scamorza farcita di crema di broccoletti, o il pezzente lucano, un eccellente salume chiamato così perché tradizionalmente veniva preparato con le parti meno nobili del maiale. Il menu dei primi e dei secondi cambia quasi tutti i mesi, quindi è inutile che vi racconti la bontà della pasta Senatore Cappelli conditi con pesto di pistacchi di bronte, oppure gli Spaghetti con guanciale di cinta senese bio e "zifft" (pestato di peperone crusco dolce lucano), oppure gli spumoni artigianali bio alla crema di broccoletti di Anguillara e ricotta secca bio, o le polpettine di maremmana al vino rosso, o il gelato alla vaniglia del madacascar con nocciole e miele biologico. È inutile che vi dica tutto questo, perché probabilmente saranno sostituite da altrettante prelibatezze. Anche la carta dei vini è di assoluto rispetto e si possono trovare delle chicche praticamente introvabili altrove, come l'ottimo Verdicchio dei Castelli di Jesi della cantina Mariotti, o l’aglianico del Vulture dell'azienda Carbone.

Andare a mangiare alla Rocca del Gusto significa rendersi partecipe di una filosofia di ristorazione incentrata su tre cardini ben precisi: rispetto dell’ambiente, esaltazione della materia prima e riscoperta della tradizione. In quest’idea il ristoratore non è semplicemente colui che, più o meno sapientemente, somministra le pietanze ai suoi clienti; il ristoratore diventa un educatore del palato e prende per mano i commensali accompagnandoli in un’esperienza gustativa totalizzante. Un’esperienza fatta di sapori, di storie di vita e di racconti della cultura enogastronomica del nostro paese. E quelli come me, per cui questa materia rappresenta una ragione importante di vita, non possono che provare una forte simpatia per quelli come lei, e incoraggiarla a proseguire in questo tortuoso cammino. Brava Maria Luisa.

 

Ristorante "La Rocca del gusto" – Via della Rocca, 36 Monterotondo (RM)
apertura: da mercoledì a domenica 20.00-23.00
tel. 333/9243753
email: laroccadelgusto@gmail.com


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  1. #1 di Daniela @Senza_Panna il 15 maggio 2011 - 21:06

    davvero un ottimo posto in cui passare una  bella  serata  con gli amici

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