Quattro amici al wine bar, e un pinot grigio Sanct Valentin


di Gianluca D'Amelio

160 anni in 4, e nessuna voglia di cambiare il mondo. Abbiamo perso le speranze. Forse c’è ancora quella di cambiare le nostre vite, ma nessuno fa nulla per provarci. O almeno fino a oggi.

Ci ritroviamo sempre lì da Ferrara a piazza Trilussa, nel cuore di trastevere, in una delle migliori enoteche di Roma, come ogni settimana da 15 anni a questa parte. E da 15 anni a questa parte la scaletta degli argomenti di discussione è sempre la stessa: si inizia a chiacchierare animatamente di calcio, soprattutto della Roma e della Lazio. Si passa poi all’argomento “politica”, con annessi improperi verso l’attuale Presidente del Consiglio. E si finisce, quando ormai l’alcool recita la parte di protagonista , a parlare di donne. Con l’unica differenza che 15 anni fa raccontavamo le nostre gesta eroiche; oggi il più delle volte recitiamo un amarcord. Di volta in volta poi si inserisce un argomento jolly, imprevedibile, che può cambiare le sorti della serata. Quello di questa settimana era ovviamente il Vinitaly, del quale sono un malridotto reduce. È toccato a me quindi tenere il discorso jolly. Ma di questa manifestazione abbiamo già riempito le pagine di Soul & Food, quindi torniamo al gruppo.

Siamo tutti sposati o conviventi, e per fortuna nessuno di noi ha la moglie rompiscatole, perché altrimenti tutto questo non sarebbe possibile. In quell’enoteca siamo di casa. Ci chiamano “i D’Amelio”, ma non perché io sia il leader del gruppo. Semplicemente perché i primi tempi usavamo prenotare il tavolo, e ogni volta lo facevo io a mio nome. Oggi questo nome aleggia spesso nell’aria con un alone di mistero, complici anche i sommelier che si divertono a dipingerci come una famiglia mafiosa (tipo i Soprano). Ci hanno addirittura regalato una teca dentro cui riporre i nostri bicchieri personali, e se qualche cliente chiede loro informazioni su cosa sia quello sportelletto di legno, loro rispondono con aria misteriosa: “lì ci sono i bicchieri personali dei D’Amelio, i nostri clienti più esigenti e temibili”.

È lì che ho conosciuto Lucia Galasso. Lei era lì con una sua amica, Sabrina (poi divenuta ovviamente anche amica mia), ed è stata proprio quest’ultima, una sera, a chiedere al sommelier: “ma chi sono sti D’Amelio?”. E il caso ha voluto che quella sera ci fossimo anche noi, già al terzo punto dell’ordine del giorno, le donne. E il sommelier ha avuto gioco facile nel dire: “non conosci la famiglia mafiosa dei D’Amelio? Ma te li presento subito”. Non si può dire che sia stato un colpo di fulmine tra me e Lucia. Anzi, più volte mi ha confidato che all’inizio non mi sopportava proprio. Ma adesso ci adoriamo, e questo è l’importante.

Il nostro è un gruppo eterogeneo, ma affiatato, anche perché ci lega ormai un’amicizia venticinquennale (quarantennale tra me e Andrea … siamo cresciuti insieme). In scena siamo tutti dei comprimari, perché il ruolo da protagonista spetta al vino. Ogni settimana un vino diverso (ma anche due o tre, dipende dallo stato di forma). Fortunatamente il numero di etichette presenti in carta sono più di 500, e sono sempre in continuo aggiornamento, quindi abbiamo un pozzo abbastanza grande da cui attingere per operare la scelta.

Questa settimana è toccato al Pinot Grigio Sanct Valentin 2007, un vino importante e di notevole struttura. Uno di quei vini che ogni volta che lo accosti al naso, ti racconta un pezzetto della sua vita. Non si apre subito, perché in quanto altoatesino è un po’ malfidente. E quindi ogni volta spuntano sentori diversi, dal miele alla frutta esotica matura, dal pompelmo alla vaniglia conferita dall’affinamento in legno. In bocca è equilibrato, armonico, persistente, caldo, avvolgente e con note acide non particolarmente spiccate. Uno di quei vini insomma che quando finisce ti dispiace, ma non puoi ordinarne un’altra, perché il regolamento della famiglia parla chiaro: mai due vini uguali nella stessa serata. Alla prossima settimana


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  1. #1 di Cristina Fracchia il 14 aprile 2011 - 17:44

    Bravo, Gianluca, anche per la scelta del vino. Io adoro il loro Chardonnay, così profumato e persistente! Quando verrò a Roma saprò dove trovarti! ;-)

  2. #2 di Roberto Giuliani il 14 aprile 2011 - 18:11

    come al solito i commenti li fanno su facebook, che idiozia…

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