Spezie, meri jaan.


di Francesca Valassi

"Io sono una Maga delle Spezie. 
 Ho imparato tutto sull'isola. Posso chiamarle una per una con il nome assegnato loro quando la terra si spaccò come una scorza per offrirle al cielo. 
Il calore che emanano mi scorre nelle vene. Dall'amchur, la polvere di mango, allo zafferano, tutte si piegano ai miei comandi.

Un sussurro, e mi svelano proprietà segrete e poteri magici" 
("La maga delle spezie", C.B.Divakaruni)

 

Non ricordo nemmeno per quale motivo, circa un mese fa, mi trovavo a Pavia a camminare per il centro storico. Forse per qualche disbrigo burocratico, un appuntamento di lavoro, o un aperitivo con un’amica. Come sempre, certi episodi si agganciano alla mia memoria, come polaroid su una bacheca, e lì rimangono spazzando via tutto il resto delle circostanze che li hanno accompagnati. L’unico elemento materiale che mi ricordo è il mio abbigliamento. Forse perché quando esco di casa mi sembra sempre di avere addosso un lenzuolo bianco, che si macchia di vita quotidiana, per cui la sera mi levo di dosso un costume da arlecchino.

E così, mi rivedo a sfogliare il libro da cui ho tratto la citazione introduttiva, in fondo all’ultimo scaffale a sinistra della Feltrinelli, attratta forse dalla sua copertina color ocra, o dal titolo. Frasi lette un po’ a caso, perché devono colpirmi subito, come quando da bambina sceglievo i libri delle favole solo in base al colore delle illustrazioni, o all’odore delle pagine. Quando decisi finalmente di acquistare il libro, forzandomi di uscire dall’atmosfera di magia in cui già mi aveva avvolta, mi accorsi che non ero sola come pensavo: una signora anziana stava seduta su una poltrona in un angolo a poca distanza da me e mi osservava, sorridendo. Ricambiai il sorriso, e mi diressi verso la cassa.

Iniziai a leggere il libro la sera stessa, e da lì in avanti mi resi conto che le spezie nella mia cucina non avrebbero più solo arricchito di sapore, colore e profumi i miei piatti, ma avrebbero trasmesso magia e potere a chiunque si fosse approcciato al loro assaggio.

Sì, perché Tilo, la protagonista di questo racconto, è una maga delle spezie, e ne conosce tutte le proprietà. Lei sa osservare nel cuore dei clienti che entrano nella sua bottega, e offre loro sempre la spezia giusta, quella che è in grado di guarire la malattia, di accendere la passione, di lenire il dolore. Tilo ha un grande potere, che attraversa lo spazio e il tempo trascinando gli echi dei pirati che l’avevano rapita, i ricordi delle sete preziose, e degli aromi lontani. Tilo ha rinunciato a tutto, pur di carpire i segreti delle spezie, scegliendo l'involucro di un corpo cadente ed avvizzito, e consacrando la sua vita solo a questi magici elementi. Ma Tilo disobbedirà, e oltrepasserà il limite in nome di un amore che la travolge. Una magia diversa è alle porte, e ruberà alle spezie il finale aspettato.

Non ho mai avuto così tante spezie in cucina come ora. Le uso sapendo già, secondo gli insegnamenti di Tilo, chi voglio beneficiare dei loro poteri. Recentemente, ho usato polvere di curcuma e radice di zenzero da accostare a un confit di pere. La curcuma, calda e avvolgente, è la spezia della fortuna, protegge dai dolori del cuore ed è speranza di rinascita.

”Sollevando il coperchio del contenitore accanto alla porta della bottega, se ne percepisce subito l’odore, anche se ci vuole un attimo prima che il cervello ne registri l’aroma sottile, lievemente amaro come quello della nostra pelle, e quasi altrettanto familiare. Accarezzatene la superficie con la mano, e la serica polvere gialla vi infarinerà il palmo e i polpastrelli. Polvere d’ala di farfalla. Avvicinate la mano al volto. Strofinatevi le gote, la fronte, il mento. Non abbiate timore”.

Lo zenzero, selvatico e piccante, brucia e scende nella gola, riaccendendo il coraggio e cacciando via i rimpianti.

“Radice di contorta saggezza, ada chiuso nella buccia di lamina bruna, aiutami in questo mio tentativo. Soppeso sul palmo della mano la tua chiazzata solidità. Ti lavo tre volte in acqua e calce. Ti affetto sottile e trasparente quanto la cortina tra la veglia e il sogno”

Non voglio rivelare altri segreti. Rovinerei la magia che accompagna qualunque mente e qualunque cuore nella lettura di questo viaggio. Lascio a voi scoprire, se lo vorrete, le meravigliose spezie, ognuna con la sua storia, i suoi benefici e i suoi poteri. Ma attenzione. Come ogni elemento magico, esse si concedono per essere usate sapientemente. Abusarne, o peggio ancora sottovalutarle, significherebbe non solo eliminare del tutto i loro positivi effetti, ma si rischierebbe di ritorcere contro di sé i loro mistici poteri. E Tilo questo lo sa bene. Spezie, meri jaan. Vita mia.

 

 

[Fotografie; zenzero:http://www.flickr.com/photos/briggishome/; curcuma:http://www.flickr.com/photos/12578253@N07/; spezie:http://www.flickr.com/photos/mcaven/]


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  1. #1 di matilde de pellegrin il 27 settembre 2011 - 12:46

       ….   mi  ricorda  vagamente  la  protagonista  di  Chocolat….anche  lei  leggeva  nell'animo  dei  suoi  clienti e  sapeva  consigliare    il  tipo  di     dolcezza   ad  hoc !!!!       brava  Francesca   ….atmosphere !!!!!!

    • #2 di Francesca Valassi il 27 settembre 2011 - 20:10

      Ciao Matilde! Non a caso Chocolat è uno dei miei film preferiti… :-) che sogno poter aprire un negozietto come quello di Vianne! Grazie, un bacio!

  2. #3 di matilde il 28 settembre 2011 - 13:38

    Francesca, chi più della sottoscritta può condividere.
    Io le spezie le amo, le odoro, le miscelo, le spargo, le insegno… e Tilo è ormai una sorella…

  3. #4 di Francesca Valassi il 29 settembre 2011 - 10:56

    Complimenti Matilde, hai capito già molte cose sulle spezie… siamo in sintonia! Un abbraccio.

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