Suggerimenti spumeggianti piemontesi (o giù di lì) per le feste in arrivo


di Cristina Fracchia

Natale è alle porte, come pure le feste di Capodanno. Nonostante io abbia più di un motivo per festeggiare, lo farò ovviamente in modo alcolicamente sobrio; ciò non toglie però che qualche bottiglia di spumante verrà comunque stappata a casa mia. Confesso comunque che fino all’anno scorso non ho mai amato alcun vino spumante secco; ero donna soprattutto di rossi, e comunque di vini fermi. Poi all’improvviso mi sono innamorata del Krug e da lì ho riconsiderato questa categoria, accostandomi ad essa in modo nuovo e curioso.

Per questo mi sento di dare qualche suggerimento. Non che abbia partecipato di recente a qualche degustazione, ma quest’estate ho avuto modo di assaggiare alcuni vini interessanti.  

Partiamo dall’Alta Langa docg, uno spumante metodo classico millesimato, ottenuto da pinot nero e chardonnay allevati in una serie di comuni nelle province di Cuneo, Asti ed Alessandria, prodotto da circa 15 aziende in 650.000 bottiglie e mantenuto sui lieviti per un minimo di 30 mesi.

A Collisioni, durante una degustazione dedicata, tra i preferiti ho appuntato l’Alta Langa 2011 di Avezza, dai profumi fini e persistenti, il Rosè 2011 di Colombo – Cascina Pastori, gustoso e di ottimo equilibrio, il Bianc ‘d Bianc 2009 di Cocchi, con un ventaglio olfattivo notevole, il Bolla Ciao 2009 di Fontanafredda, dal naso importante, molto gustoso e persistente, ed infine il Gancia 2009 Cuvèe 36, molto fine nei profumi, dal ricco bagaglio gustativo ben bilanciato.

In altra occasione ho avuto modo di assaggiare il Cruasè dell’azienda Anteo: ci troviamo in Oltrepo Pavese e questa è una docg metodo classico rosè ottenuta da solo pinot nero. Brillante nel colore, fine nei profumi e persistente al gusto, mi ha subito convinto.

Personalmente penso che stapperò un metodo classico brut 2011 di Parusso, azienda di Monforte d’Alba: si tratta di uno spumante da vitigno autoctono, il nebbiolo (…ops…come mio solito!), che viene spumantizzato e a cui, in bottiglia, viene aggiunto mosto di nebbiolo passito per innescare la rifermentazione. Il vino ha davvero un gran carattere, profumi finissimi e complessi, un grande equilibrio e una bella cremosità in bocca.

In ogni caso, qualunque scelta sarà la vostra, spero che berrete italiano. Buone feste!


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